La Valle d’Aosta è una delle regioni italiane con la maggiore concentrazione di vitigni autoctoni in rapporto alla superficie vitata. Petit Rouge, Fumin, Cornalin, Prié Blanc sono solo alcuni esempi di un patrimonio unico, modellato nei secoli da clima, suoli e tradizione.
Questi vitigni si sono adattati naturalmente alle condizioni di montagna: resistono al freddo e riescono a esprimere grande identità anche in produzioni limitate. Lavorarli significa accettarne la variabilità e rispettarne il carattere, senza forzature.
Scegliere gli autoctoni non è solo una scelta agricola, ma culturale. È un modo per mantenere viva la memoria del territorio e per offrire vini che non potrebbero nascere altrove, autentici e irripetibili.
